Ferrari in Bahrein, mezzo pieno o mezzo vuoto?

In Bahrein, Max Verstappen continua da dove aveva lasciato: ovvero sbaragliando la concorrenza, ma le Ferrari mostrano discreti miglioramenti.

In Bahrein, Max Verstappen che continua da dove aveva lasciato: ovvero sbaragliando la concorrenza, ma non poteva essere diversamente. Ma come vedremo, i segnali positivi da parte degli inseguitori, soprattutto dal lato Ferrari, non mancano.

Innanzitutto venerdì abbiamo visto una lotta serrata per i primi posti, con Leclerc che aveva le potenzialità per mettere la sua macchina in prima posizione, visto che nel Q2 aveva fatto segnare un tempo migliore di quello della Pole di Verstappen. Max che è stato agevolato da una bella scia nel suo tentativo migliore (ma questo è un merito di strategia, non solo fortuna) e anche da un giro non perfetto del monegasco nel suo ultimo colpo.

Non solo, pure Lando Norris poteva fare molto meglio, ma anche il britannico ha commesso un errore, uno swap, che ha pregiudicato e di molto il suo tempo. Basti solo pensare che non è riuscito a migliorare il suo primo crono registrato con gomme usate. Quindi Verstappen era battibile in qualifica, e questo ricalca un po’ la falsa riga dell’ultima parte di stagione dove più volte le Ferrari sono partite al palo. Ma dal Bahrein le notizie migliori arrivano dalla gara, anche se non subito nella prima parte, almeno in casa Ferrari.

Ferrari, in Bahrein sempre un po’ di sfiga

Infatti Leclerc da subito comincia ad avere problemi in frenata. Blocca continuamente soprattutto in curva 10, dove si frena e si curva in combinato ed è una curva molto difficile da interpretare col pedale sinistro. Prima della gara sulla vettura numero 16 è stato cambiato il deflettore del brake duct anteriore, segno che quindi già qualcosa di anomalo i tecnici della squadra lo avevano notato. La la sostituzione evidentemente non da i risultati sperati. Fatto sta che il monegasco, un pilota che fa della frenata uno dei suoi punti di forza, se non il migliore, messo in un tracciato dove essere sensibili e precisi nella fase di decelerazione conta davvero tanto, comincia comprensibilmente a faticare.

Lo passano prima Russell, poi Perez ed infine Sainz, coi due ferraristi che hanno regalato spettacolo per i neutrali e qualche infartino per i tifosi della rossa. Forse sarebbe stato meglio non lottare più di tanto tra i due compagni di squadra, visto che comunque uno dei due non era a posto con la vettura, così facendo hanno perso qualcosina su quelli davanti, ma alla fine siamo solo alla prima gara e cominciare con dei giochi di squadra già al primo GP non è necessario. Soprattutto visto che i due piloti sono persone intelligenti e sanno qual è il limite oltre il quale non spingersi. Infatti dopo i primi pit stop per montare le Hard, dove Leclerc per il gioco dell’undercut si è ritrovato nuovamente davanti a Sainz, al secondo attacco dello spagnolo non ha resistito più di tanto. Giustamente.

Sainz si è visto estremamente concreto e veloce, qualità che certo non gli mancano. In breve tempo è andato a prendere a superare Russell che nel frattempo aveva perso la posizione sulla seconda Red Bull di Perez. Lo spagnolo imprime un ritmo molto elevato e praticamente tiene lo stesso passo del messicano davanti a lui. Dopo la seconda sosta, dove Leclerc esce con una gomma di tre giri più fresca, il monegasco sembra riprendere un po’ vita. Prende Russell, lo “cucina” come dicono gli inglesi e alla fine lo soprassa portando al team di Maranello un terzo e quarto posto che probabilmente erano gli obbiettivi prefissati: essere i primi dopo Red Bull.

Cosa ci dice quindi questa gara?

Max al momento è ancora imprendibile, come prevedibile. Tuttavia se guardiamo il distacco di Sainz alla fine della gara rispetto alla gara del Bahrain dello scorso anno è praticamente dimezzato. Non è abbastanza, non può esserlo per un team come Ferrari che per storia dovrebbe sempre lottare per entrambi i titoli, ma è un inizio. E poi bisogna considerare un secondo fatto. La SF24 a differenza della vettura dell’anno scorso non degrada più le gomme più degli altri e soprattutto è una vettura molto meno imprevedibile rispetto alla SF23. E mettiamoci pure un terzo fatto.

Senza i problemi in frenata, Leclerc avrebbe fatto meglio di Sainz che partiva più dietro? Sarebbe riuscito a stare davanti a Perez? Con i se ed i ma non si va da nessuna parte, d’accordo. Ma tre indizi messi insieme fanno una prova. Ovvero che la Ferrari può uscire da Sakhir con il bicchiere assolutamente mezzo pieno. E con due piloti che al momento sono veramente solidi. È seconda forza, e magari, in qualche gara particolare o con degli sviluppi mirati, può pensare di insidiare le Red Bull, soprattutto quella di Perez.

Sì ma… gli altri?

McLaren e Mercedes al momento appaiono leggermente dietro le rosse. Ovviamente dobbiamo aspettare di vedere le macchine su più piste per dare dei giudizi definitivi. Aston Martin è dove ci si aspettava che fosse, mentre hanno un po’ deluso le due Racing Bulls di Ricciardo e Tsunoda. Tra l’altro non vorrei essere Mario Miyakawa in questo momento, che probabilmente dovrà subirsi gli sfoghi del nipponico che sottostando agli ordini di scuderia ha dovuto far passare Ricciardo per permettere all’australiano di attaccare Magnussen.

Non solo Daniel non ci è riuscito, ma non ha ridato neanche la posizione a Yuki. Non bello il gesto del nipponico una volta finita la gara. Va a superare il suo compagno di squadra, a bloccargli le ruote davanti e a risuperarlo quasi colpendolo. Se vuole fare uno step ulteriore, Tsunoda deve imparare a gestire meglio le sue emozioni. Ma questo non lo scopriamo certo ora.

Per gli altri segnaliamo un’ottima gara di Zhou che conclude a ridosso della zona punti. Peccato per il contatto iniziale di Hulkenberg che ha spezzato i cuori dei sognatori che speravano in una sua buona gara. Malissimo, come preventivabile, le Alpine. Gasly in un team radio durante la gara ha detto che sentiva il suo motore molto lento. Un eufemismo! GP2 engine, versione 2024.

Ma non spariamo sulla croce rossa transalpina al momento, e concentriamoci sulla lotta davanti, che tra una settimana si corre di nuova, a Jeddah. E sarà interessante capire se Ferrari si conferma solida come in questa gara o se gli altri su una pista diversa possono dire la loro. Non ce ne voglia Max, che ha fatto una gara spaziale, ma al momento le cose più interessanti sono dietro di lui.

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